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il bivio

Nonostante io sia del settore informatico da tanti anni (per la precisione dal 1987) e l'amore per il mio lavoro, in prima battuta per la programmazione in generale, e subito dopo per la comunicatività di internet, rimane intenso, ultimamente alcune mie convinzioni stanno un po' vacillando, e sto diventando un po' più scettico e pessimista.

Non mi riferisco al calo di lavoro registrato negli ultimi anni, che peraltro al momento, per fortuna, sembra aver leggermente invertito la tendenza, bensì alle enorme difficoltà, in crescita esponenziale, a star dietro alle innovazioni.


La costante crescita dell'hardware porta ad una gara nella contemporanea crescita del software di base. E' appena arrivato l'annuncio ufficiale della imminente dismissione degli aggiornamenti di Windows XP, ormai obsoleto a circa 10 anni dalla sua nascita, e la situazione non è bella.

In sua successione si sono già alternati prima il deludente Windows Vista, poi il non male Windows Seven, ed adesso il rivoluzionario Windows 8. Di fatto se vi accingete adesso, agli inizi del 2014, ad acquistare un computer nuovo, a meno che non ripiegate su fondi di magazzino, ve lo ritrovate con Windows 8.

La nuova interfaccia comune a tutti i dispositivi Microsoft, quindi ad esempio anche ai cellulari Nokia Lumia, non è così intuitiva come sembra, e se può andare bene per un privato che magari si avvicina per la prima volta ad un computer, è un po' più difficile da digerire per le soluzioni aziendali.

Per non parlare delle continue nuove versioni di Office (Word, Excel, Access, ecc.): se dopo la prima semplice versione del 97, è stata molto gradita la versione innovativa e funzionale del 2000, e quella del 2003 è rimasta pressochè invariata dal punto di vista utente, da li in avanti c'è stata un po' di rivoluzione.

Le nuove versioni 2005, 2007, 2010, 2013 hanno riportato varie integrazioni e modifiche. Se alcune cose si possono ritenere sicuramente positive (ad esempio la possibilità di creare direttamente dei file PDF, l'esportazione XML, l'anteprima istantanea degli effetti delle scelte di nuovi font/dimensione del carattere, ecc.) altre le ritengo piuttosto discutibili: a parer mio, ad esempio, non c'era nessuna necessità di riorganizzare in modo completamente diverso i vari menù dei comandi, in modo sicuramente più illogico, tanto che per alcuni di essi si continua a faticarne il reperimento anche dopo una notevole esperienza d'uso dei nuovi programmi.

Ma il problema più grosso riguarda tutte le varie società produttrici di software, io stesso nel mio piccolo: dopo aver realizzato programmi medio-grandi ben funzionanti su Windows XP, c'è un momento di panico quando la funzionalità non è garantita nei nuovi sistemi operativi.

E non è facile trovare la soluzione; quasi tutti finiscono col ripiegare, se possibile, a tutta una serie di trucchi ed artifizi in modo da riuscire a garantire ancora l'esecuzione del programma originale, senza tuffarsi nella assurda ed impegnativa impresa di 'riscrivere' il programma: a parte il grande impegno di risorse necessarie per la riscrittura delle procedure, nessuno vuol correre il rischio di incappare in possibili errori e bug dei nuovi programmi, quando quelli vecchi sono ormai da anni consolidati e sicuri.

Persino i programmi delle banche rispecchiano tale politica: l'immagine di facciata è magari bella ed all'avanguardia, in stile web, ma appena si accede alle funzioni interne (fateci caso se andate a fare un prelievo o un investimento) appaiono delle spente videate, in genere con carattere verde o bianco su sfondo nero, senza orpelli grafici: tutto il cuore è generalmente ancora scritto in COBOL, il grande programma gestionale, che non è soggetto a tutti sti cambiamenti, con cui ho convissuto per oltre 20 anni.

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